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Violenza sulle donne: 10 pubblicità per dire basta

Oggi è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, un argomento che dovrebbe stare a cuore davvero a tutti, forse ancora di più agli uomini che alle donne.

In questi anni abbiamo imparato a capire che la violenza domestica può capitare davvero a chiunque, dalla ragazzina alla donna in carriera, dall’insegnante del figlio alla dottoressa all’ospedale: La violenza non fa discriminazione, non ha religione o razza, non ha colore della pelle o pregiudizi ha solamente odio e stupidità.

Se pensiamo solamente alla nostra penisola, le vittime che hanno subito violenza da parte del partner sono il 67,1%, il 59% dai non partner, ma il 21% ha subito violenza sia in famiglia che fuori: Dei dati davvero allarmanti e che appunto riguardano solo l’Italia, quando milioni di donne vengono maltrattate, picchiate e sminuite ogni giorno in tutto il mondo.

La violenza domestica, a causa della sua natura privata, è davvero poco conosciuta e soprattutto denunciata: Le donne subiscono maltrattamenti e minacce e la maggior parte delle volte, o per vergogna o per paura, quello che accade in casa rimane tra quelle quattro mura.

A questo proposito, nel corso degli anni sono moltissime le organizzazioni senza scopo di lucro che hanno deciso di utilizzare la pubblicità per attirare l’attenzione di tutti su questo grave problema che coinvolge le donne di tutto il mondo.

L’informazione e la sensibilizzazione in temi come questi non è mai troppa, ma anche noi conveniamo che spesso un’immagine dica più di mille parole, per cui ecco le pubblicità più belle e crude contro la violenza sulle donne:

Le parole fanno male

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Questa è stata la locandina di Kafa, associazione libanese, dove si trova scritto:

Le parole fanno male.

Non si possono vedere, ma le cicatrici prodotte da abusi verbali sono reali e durano anni.

Non soffrire in silenzio.

Hurt Girl

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Questo lo spot di APAV, associazione no-profit portoghese, che va ad includere nella sua foto anche la parte di un soggetto maschile.

Il testimone non può parlare

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Questa è la campagna promossa da Amnesty International in Ungheria e recita:

L’unico testimone non può parlare. Le donne che sono vittime di violenza domestica hanno bisogno del tuo aiuto.

Quando la violenza è verbale

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La campagna promossa da Aware Helpline di Singapore si concentra invece sugli abusi verbali e psicologici di cui moltissime donne sono vittime quotidianamente.

Ha gli occhi di sua madre

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Bellissima locandina prodotta da Amnesty International in Argentina, dove il protagonista è un bambino con appunto gli occhi della madre.

Se l’è cercata

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Campagna promossa dall’agenzia Revolution, in Brasile, dove si evidenzia la scusa che molti uomini adottano:

Era per il suo atteggiamento

Piccole differenze

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Questa invece è una locandina made in Italy, realizzata dall’agenzia 1861 United di Milano per l’Associazione Donne Insieme Contro La Violenza.

Ho sbattuto contro il frigo

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Alcune donne sbattono contro il frigo perché non hanno fatto abbastanza sesso.

In questo modo l’agenzia DDB di Budapest realizza la locandina per Amnesty International prendendo come spunto molte scuse che si sentono dire da donne maltrattate, come quella di sbattere contro il frigo o le porte.

Paura di casa

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Alison Newman è in ufficio ed ha paura di tornare a casa.

Si tratta del progetto dell’agenzia Brad di Montreal dove si utilizza il mondo dei social per cogliere nel segno.

L’altra faccia della perfezione

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Ecco cosa si nasconde dietro la facciata della famiglia perfetta, reinterpretato ad arte da Agência3 di Rio De Janeiro.

 

 



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