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Il Dalai Lama agli studenti: “Il futuro è nelle vostre mani”

1800: Questo è il numero degli studenti che ieri, 20 Ottobre, hanno partecipato all’incontro al Teatro degli Arcimboldi di Milano, tutti facenti parte di atenei Milanesi, per l’incontro con Tenzin Gyatso, il XIV Dalai Lama, intitolato “Etica e consapevolezza in un mondo globale”.

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E’ una grande opportunità di poter dialogare oggi con una personalità di grande spicco, Premio Nobel per la Pace, su quegli aspetti della vita e della coscienza che sono universali e quindi devono trovare casa nelle Università. Al tempo stesso, siamo molto fieri della collaborazione con la comunità cinese, fieri dei loro studenti iscritti ai nostri corsi di studio.

Così si è espresso il rettore dell’Università Bicocca, Cristina Messa, esprimendo il grande onore e gioia di poter condividere momenti ed idee con un personaggio di così alto profilo.

Successivamente al Dalai Lama è stata conseguita la cittadinanza onoraria di Milano dal presidente del consiglio Comunale Lamberto Bertolé, poi Tenzin Gyatso si è dedicato al suo intervento rivolgendo la sua attenzione agli studenti.

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Il Dalai Lama si è infatti voluto focalizzare sui giovani iniziando il suo intervento con la frase “Il futuro è nelle vostre mani”, sull’importanza dell’educazione e dell’istruzione per il futuro del mondo e dell’umanità, andando poi a toccare tematiche importanti ed attuali come problemi ecologici e dialoghi interreligiosi.

 

Dopo il suo intervento, il Dalai Lama ha dedicato molto tempo a rispondere ai quesiti posti dagli studenti, in particolare quello posto da due ragazze: Esiste una giusta filosofia di vita?

Sì  e questo modo di vivere consiste nel pensare di essere uno dei 7 miliardi di individui che popolano questo Pianeta. Noi siamo tutti uguali, abbiamo tutti dei problemi: voi avete i vostri e io ho i miei, ma la mia mente è calma. Quindi vado in giro per il mondo e sorrido a tutti, e se qualcuno non ricambia, allora gli faccio il solletico!

Alla fine del suo intervento un’altra domanda però a colpito il Nobel per la pace, quella posta da una studentessa di Scienze e tecniche psicologiche: Sarà possibile un giorno vivere realmente in un mondo di pace o è solo un’illusione ottimistica?

Dobbiamo essere ottimisti e ci sono stati segnali di miglioramento rispetto al secolo scorso, quando le guerre fra gli Stati vicini venivano dichiarate con una frequenza allarmante. Non è possibile risolvere i conflitti con altri conflitti. Le violenze di oggi derivano da errori di ieri, del secolo passato, e dalla distinzione erronea, quasi ossessiva, fra “noi” e “gli altri”: il sistema educativo potrebbe avere un grande ruolo nell’intervenire su questo problema e rendere le persone più consapevoli.



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