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Arriva il pene robotico: L’erezione si comanderà col pensiero

La scienza si sta evolvendo sempre di più, a volte con esiti entusiastici, altre meno.

Diciamo che si fanno esperimenti, si conducono studi o si cerca di inventare un qualche rivoluzionario aggeggio in quasi ogni campo della nostra vita, dal più utile a quello decisamente inutile.

Spesso leggiamo di nuovi ritrovati scientifici che ci incuriosiscono o ci fanno accapponare la pelle, e questo è uno di quei casi.

Una ricerca del tutto made in Italy, che si protrae da oltre un anno a Pisa, è in dirittura d’arrivo per quanto riguarda un nuovo sviluppo in campo “medico”, ovvero il Robot-Penis.

Il nome lascia un pochino a desiderare, ma sicuramente arriva dritto al punto: Un pene robotico che presto potrà sostituire quello vero ed esercitare le stesse funzioni del membro “in carne ed ossa”.

Il pene robotico sarà una vera e propria protesi, che andrà a collegarsi ai nervi.

In questo modo, non sarà come il pene originale, che per mantenere un’erezione ha bisogno di afflusso di sangue nei corpi cavernosi, ma sarà “comandato” direttamente con il pensiero.

Fatto di materiali biocompatibili, attraverso gli impulsi nervosi questi potranno cambiare la loro consistenza a comando, passando da un floscio pene robotico ad un pene d’acciaio.

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Oltre però a ricevere stimoli nervosi, il pene robotico potrà anche mandarli: Grazie a questo accorgimento, chi lo userà sarà in grado di percepire sensazioni il più simili possibile a quelle avvenute dal contatto di un pene normale.

Anche le funzioni di eiaculazione e di urinazione saranno indenni, questo perché il Robot-Penis è stato appunto pensato come una protesi, ovvero un modo per sostituire il pene mantenendone le funzionalità in caso fosse necessario sbarazzarsi di quello dotato di serie, come nel caso di tumori.

Ma oltre all’impiego medico, questo pene artificiale è stato pensato anche per le donne che vogliono cambiare sesso, permettendo un’operazione più completa in molto meno tempo.

Ora mi vedo già orde di uomini che si immaginano dei Rocco Siffredi bionici, che sbavano davanti alla possibilità di essere i portatori di un attrezzo “duro come il metallo”, ma sappiate che la cosa non è affatto semplice.

Non è chiaro se il pene bionico potrà essere impiegato da tutti oppure se troverà la sua nicchia solo in campo medico e verrà messo in campo solo se esiste un reale bisogno, fatto sta che anche se sotto un lauto compenso si potrà sostituire il pene normale con quello artificiale, la cosa non sarà di sicuro una passeggiata in campagna.

Per avere il pene bionico infatti, ci si dovrebbe sottoporre ad un’importante operazione chirurgica, andando letteralmente ad asportare il vostro amichetto e non so quanto possa essere conveniente un’operazione del genere.

Insomma, sappiate che il pene bionico esisterà, orde di scienziati stanno lavorando per questo, ma è bene tenerlo nei box in attesa che ce ne sia un reale bisogno medico, piuttosto che immaginarsi degli Ufo Robot sotto la cintura.



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